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Francesca Grosso donazione

NOVARA- 26-10-2021-- Un dono in memoria di Francesca all’Ambulatorio di Cure Palliative dell’ospedale San Giuliano, sede distaccata del “Maggiore della Carità” di Novara.  Ecografie ancora più efficaci e precise, grazie alla dotazione di una licenza d’uso dell’elastosonografia; applicazione per l’ecografo portatile, donata all’Ambulatorio grazie alla generosità della famiglia e degli amici di Francesca Grosso (foto); giovane novarese scomparsa lo scorso febbraio, a soli 33 anni, a causa di un tumore.

In memoria di Francesca, infatti, famiglia e amici hanno organizzato, attraverso Fondazione Comunità Novarese onlus, una raccolta fondi in favore dell’associazione IdeaInsieme e del progetto PalliActive e il risultato è l’acquisto di una licenza d’uso di questa speciale indagine clinica con cui si misura l’elasticità dei tessuti o degli organi, in grado di rilevare noduli o formazioni anomale valutando il modo in cui i tessuti duri e molli vengono compressi.

 

“Le Cure Palliative – ha spiegato la Dott.ssa Elvira Catania che dirige la Struttura– si occupano dei pazienti nella loro completezza; non soltanto nel loro essere malati. Ciò si riscontra anche in quella che noi chiamiamo Sala dell’Accoglienza in cui si trovano tanti ricordi dei pazienti. Tracce che richiamano il loro essere persone. Da qualche tempo, gli studenti di Medicina del sesto anno affrontano un tirocinio qui nell’Ambulatorio, con l’obiettivo di diventare più attenti e sensibili, a questa parte del lavoro”.

 

 “Ci teniamo a ringraziare tutti – ha detto Chiara Grosso, sorella di Francesca, presente insieme alla mamma Antonella, al papà Ciriaco, alla sorella Federica e al marito Simone – questo è stato un momento doloroso in quanto il ricordo di Francesca è ancora così vivo ma, allo stesso tempo, ricco di emozioni perché ci ha permesso di toccare con mano il frutto della raccolta in sua memoria e il risultato dell’enorme generosità di tutte le persone che hanno partecipato. In uno scritto di Francesca, che abbiamo trovato dopo la sua morte, lei aveva espresso tra i suoi desideri in vita, quello di poter aiutare il prossimo e si lamentava di non esserci ancora riuscita. In un certo senso, in questo modo ci è riuscita e da una tragedia così grande almeno è scaturito qualcosa di buono. La scelta di una raccolta fondi per IdeaInsieme è nata per ringraziarli del lavoro meraviglioso che fanno, del supporto che riescono a dare in momenti devastanti sia per il malato, sia per la famiglia. C’è professionalità ma c’è anche empatia, sensibilità, attenzione. Si prendono cura anche della dimensione umana e spirituale del malato e questo non ha eguali”.

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