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tribunale 17

VERBANIA - 07-05-2021 -- Tutti assolti perché il fatto non sussiste. Nell’accumulo degli scarti di cava che negli anni passati, nei terreni agricoli di Vogogna che sottostanno alla superstrada, hanno creato un’alta pila di inerti la cui presenza è stata denunciata dagli ambientalisti, un’ispezione dei carabinieri forestali rilevò una serie di violazioni urbanistico-edilizie ambientali per le quali sono stati tratti a giudizio in tre. A Pierina Barboglio, socia e amministratrice della società Agifin (titolare dell'autorizzazione); a suo figlio Dario Marchetti, procuratore legale e amministratore; e al geometra Fausto Dotta, progettista incaricato di quella pratica ma anche, all’epoca, assessore a Vogogna, era contestato che il progetto non fosse conforme a quanto dichiarato, che il deposito di sassi -per altezza e vicinanza alla ss33- fosse irregolare e che (per i soli imprenditori) tra le pietre vi fossero rifiuti che lo rendevano un deposito non autorizzato.

Il processo s’è concentrato sulle relazioni tecniche, sulle norme ambientali e su quelle del Piano regolatore. Durante le testimonianze rese dagli operanti è emersa una discrepanza di mappali che ha indotto lo stesso pm Anna Maria Rossi a chiedere l’assoluzione con formula piena, disposta dal giudice Donatella Banci Buonamici.

 

 

 

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