1

BANCA INTRA 2 copia

ROMA - 06-05-2021 -- Redistribuire i residui del Fondo indennizzo risparmiatori, tra i cittadini che hanno presentato domanda. Si tratta di 887 milioni di euro di "avanzo" che il Movimento Difesa del Cittadino del Veneto chiede di suddividere tra i truffati. La cifra è quella che deriva dalla semplice differenza tra le domande di indennizzo presentate e i fondi disponibili. Lo scorso 29 aprile, la sottosegretaria al ministero di Economia e Finanza, Alessandra Sartore, ha fatto il punto davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. A quella data risultano vagliate 48.886 domande con un differenziale di pagamenti approvati per 234 milioni di euro.
Considerato che il Fir ha dispone di 1.575 miliardi e che sono state presentate circa 144.000 domande di indennizzo, all'esito dell'esame di tali domande avanzeranno circa 887 milioni. La cifra, appunto, che il Movimento Difesa del Cittadino chiede di suddividere tra i risparmiatori incappati nel dissesto di 11 banche. Veneto Banca ma anche BCC Banca Brutia, Banca Popolare delle province Calabre, BCC Paceco, Credito Cooperativo Interprovinciale Veneto, Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Banca Padovana Credito Cooperativo, Banca Popolare di Vicenza, Cassa di risparmio di Chieti, Cassa di risparmio di Ferrara.
Per legge il Fir eroga indennizzi ai risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche e loro controllate poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1 gennaio 2018, in ragione delle violazioni degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza.
La legge, inoltre, prevede che la misura dell’indennizzo, commisurata al 30% del costo d’acquisto dei titoli oggetto della richiesta d’indennizzo, può essere incrementata qualora in ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 le somme complessivamente erogate per l’indennizzo secondo il piano di riparto siano inferiori alla previsione di spesa e fino all'esaurimento del fondo.
Ma sulla richiesta di redistribuzione potrebbero sorgere complicazioni. La presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, Carla Ruocco, ha avanzato l'idea di non coprire soltanto i truffati delle banche venete ma estendere gli indennizzi anche alla Popolare di Bari o a vicende come quelle della Deiulemar. Questo perchè i risparmiatori anche in quei casi sono stati ingannati. Matteo Moschini, di Mdc Veneto non è d'accordo: "Le prestazioni del Fir sono a beneficio dei truffati di 11 banche situate su tutto il territorio nazionale, non dei soli truffati dalle banche venete. La proposta si pone con ogni evidenza al di fuori del perimetro tracciato dalla legge istitutiva del Fondo".

Nella giornata di ieri, intanto, col decreto Sostegni in Senato è stato votato anche un emendamento per l'erogazione dei fondi Fir. “Un atto - dichiarail senatore della Lega, Enrico Montani - che riveste particolare importanza per il territorio del Vco, ma non solo, dove sono moltissimi i correntisti che negli anni scorsi hanno subìto danni ingenti dal crac di Veneto banca. Chiediamo al governo che sia assicurata la rapida erogazione degli indennizzi per sostenere quei risparmiatori e le rispettive famiglie che, oltre tutto, si trovano loro malgrado alle prese con l’emergenza Covid-19. Mai come oggi è fondamentale che chi deve prendere soldi possa farlo in tempi rapidi e con regole certe. Assicuro tutto il mio impegno e quello dei colleghi parlamentari della Lega Salvini al fine di raggiungere l’obiettivo”.

 


 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.