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NOVARA -28-07-2019 - E' balzato alle cronache nazionali il commento di un'insegnante novarese che ha utilizzato frasi offensive su una pagina facebook della città, per la morte del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma.

"Uno di meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente, non ne sentiremo la mancanza": ha commentato la donna, che poi ha rimosso il post. Ma i commenti e le condivisioni hanno fatto il resto.
 "Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto - ha detto la donna all'Ansa - Ho scritto una cavolata, non c'è nulla dire. Mi sono lasciata guidare dalla sensazione che spesso le forze dell'ordine non intervengono quando serve, quando una donna è maltrattata o peggio, si muovono solo quando ormai è troppo tardi. Voglio chiedere scusa a tutti - conclude l'insegnante - In particolare a chi era vicino al militare e ora è straziato dal dolore e chiedo scusa all'Arma dei carabinieri e all'Italia intera. Sono stata una stupida".

Sulla vicenda è intervenuto anche il Questore di Novara, Rosanna Lavezzaro, che ha diffuso una nota alla stampa: "L’autrice del post in poche righe è riuscita a ferirmi profondamente tre volte. Una prima volta in qualità di Questore della Provincia di Novara che quotidianamente opera affianco dell’Arma dei Carabinieri, a cui mi lega un senso di profonda comunanza e rispetto. Secondariamente in qualità di donna, in quanto speravo che l’animo e la sensibilità femminile, in qualche modo, ci mettessero al riparo da certi scellerati pensieri e, da ultimo, in qualità di madre, perché ritengo che, quantomeno in questa precisa circostanza, la Signora abbia fornito al figlio un pessimo esempio. Le scuse sono certamente un atto apprezzabile, ma talvolta sono tardive e quasi mai riescono a cancellare l’amarezza suscitata.  Resto inoltre molto perplessa anche in relazione al contenuto del secondo post della donna che, in qualità di insegnante, avrebbe ben dovuto prevedere le reazioni e non, come riferito da lei stessa, “non essere in grado di spiegarsele".Un pensiero particolare quindi rivolgo alla mamma e alla moglie del Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega, alle quali spero venga almeno risparmiata la lettura dello sconcertante contenuto del post".

Il sindaco di Novara, Alessandro Canelli ha commentato: "Su Facebook ormai chiunque si permette di scrivere qualsiasi cosa. Senza freni. E’ un’offesa gravissima nei confronti di chi è morto nello svolgimento del propri o dovere. Non merita nessun altro commento se non che si risalga al responsabile di questa espressione inqualificabile, chiunque sia".

Anche il ministro Matteo Salvini è intervenuto sulla vicenda: "Un commento vergognoso, vomitevole, ancora più grave perché viene da una insegnante. Che in un primo momento ha negato, poi, di fronte all'evidenza, si è scusata".  Il ministro all'Istruzione, Marco Bussetti ha sottolineato come "Attiverò, tramite gli Uffici territoriali del MIUR, tutte le verifiche necessarie. Il caso va chiarito fino in fondo. Se fosse vero, sarebbe gravissimo"


Anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e gli assessori Matteo Marnati Elena Chiorino, hanno tigmatizzato l'accaduto: “Parole gravi e inaccettabili di cui come cittadini piemontesi ci vergogniamo. Sappiamo che il ministro Bussetti si è già attivato per fare le dovute verifiche su un fatto per il quale chiediamo un provvedimento esemplare. Un soggetto del genere non può stare all’interno di una scuola e, meno che mai, nel ruolo delicato e importante di chi ha la responsabilità di educare e insegnare ai nostri figli il rispetto per lo Stato, per le istituzioni e per chi le rappresenta ogni giorno. Anche a costo della propria vita”.

Intanto, in città il gruppo consigliare Forza Novara ha presentato un ordine del giorno da discutere nel prossimo consiglio comunale, con il quale si chiede a sindaco, giunta e consiglio, di esprimere richiesta formale al Ministro della Puibblica Istruzione e al coordinatore regionale alla Pubblica Istruzione "di allontanare dall'insegnamento la persona individuata nei social autrice dell'infame commento con provvedimento immediato".

 

 

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